Nel mio immaginario, fino a quel momento, Colombia era il paese che già nel suo nome portava il segno del suo dolore, da quel tiepido dodici ottobre 1492 in cui l'Europa, e il suo carico di Conquistadores, assalì le tranquille genti di quelle che erano immaginate essere le Indie e ne stritolò tutti i tesori, da quel momento e nei secoli che seguirono. Colombia era per me solo il nome della terra della cocaina purissima, del narcotraffico e delle Farc. Un posto in cui nessuno che io conoscessi era mai stato in vacanza, una sorta di zona grigia del mondo. Il posto delle reginette di bellezza e dei gruppi folcloristici che ogni tanto arrivavano fino ad Agrigento per la sagra del mandorlo in fiore, il festival del folclore internazionale. Colombia per me era questo, e poco altro. Fino a quando non si è trasformata nella terra d'origine del mio amore.
Christian mi parlava della sua terra, e mi raccontava della sua infanzia nelle campagne, degli amici e della musica punk e hardcore che ascoltavano da adolescenti, dei giri con lo skate. E della sua famiglia lontana, che non vedeva da diciotto anni, da quando aveva preso un aereo da Medellin fino a Roma. La Colombia, poco alla volta, è diventata per me, molto altro. Cresciuta nei nostri pensieri con il crescere della nostra relazione, e ha iniziato a far parte dei sogni e dei progetti, fino al giorno in cui ci siamo ritrovati, felici e increduli, con i nostri biglietti tra le mani. Questo non è quindi solo il racconto della mia prima visita al mondo fuori dall'Europa, o del nostro primo viaggio transoceanico, ma soprattutto del ritorno ad un abbraccio caldo e familiare dalle radici lontane nel tempo e nello spazio. Un abbraccio lungo ventidue giorni, dal quale sciogliersi è stato difficile, e di cui ci porteremo ancora addosso a lungo l'odore, la bellezza e tutti i colori.
L'emozione è immensa, pochi minuti prima del decollo. Grazie alla utilissima lista delle cose da portare in bagaglio, gentilmente elaborata per noi ad hoc da Cristina, e con i cuscinetti da sonno aereo regalatici da Laura e Luca, viaggiamo benissimo per l'intera traversata. Per tutta la durata del viaggio avremo tutto l'indispensabile con bagagli essenziali. Due trolley grandi e due piccoli pieni soprattutto di regali per gli zii che ci aspettano a Medellin. Ma la nostra prima tappa sarà Bogotà, per tre giorni.
Il volo Roma-Londra del 24 Dicembre con British Airways resterà memorabile per la bontà del cibo che ci viene offerto e per una luna piena che illuminerà la nostra traversata quasi insonne per l'attesa della luce che scopriremo nel nuovo mondo.


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